Video Incontro – Gruppi di Ascolto della Parola – Don Luca

Concludiamo i Gruppi di Ascolto della Parola in modalità virtuale.

Personaggi minori della Bibbia

PERSONAGGI MINORI Primo Testamento

a cura di Anna SPada

TESTI

1.      Le levatrici d’Egitto

Il lavoro che non aliena, ma protegge la vita.

Esodo                      1, 8-22

5, 6-9 ; 14-15

2.      Miryam, la sorella di Mosè

La gioia della libertà, la fatica della libertà.

Esodo               2, 1-10

15, 19-21

16, 2-5 ;11-13

17, 1-7

3.      Gedeone

Le difficoltà della fede: sentirsi abbandonati da Dio e metterlo alla prova.

Giudici  6, 11-24;36-40       

7, 1-8

8, 22-3 ; 28

4.     Sansone

La fede, il tradimento, la preghiera e il martirio.

Giudici                13, 1-5

16, 4-10;15-31

5.     Neemia

Ricostruzione di Gerusalemme; nascita della festa delle capanne e nostalgia di Dio.

Neemia                2, 1-8;       

8, 1-2; 10-17

9, 1-3; 5-7; 9

6.      Daniele

La fede incrollabile, la coerenza di vita.

Anania, Azaria, Misaele

Daniele     2, 24; 46-47      

3, 8-14; 16-18;

20-27

6, 2-28

7.      Giobbe

Versi sparsi presi in ordine dal testo

 

Sesto incontro: DANIELE

La fede incrollabile, la coerenza di vita. Anania, Azaria e Misaele

Daniele Cap. 2, 24 ; 46-47    Cap. 3, 8-14 ;  6-18 ; 20-27    Cap. 6, 2-28

  • PREGHERA

Parola e silenzio  

Facciamo silenzio
prima di ascoltare la Parola,
perché i nostri pensieri
sono già rivolti verso la Parola.

Facciamo silenzio
dopo l’ascolto della Parola,
perché questa ci parla ancora,
vive e dimora in noi.

Facciamo silenzio
la mattina presto,
perché Dio deve avere la prima Parola,
e facciamo silenzio
prima di coricarci,
perché l’ultima Parola
appartiene a Dio.

Facciamo silenzio
solo per amore della Parola.

              [Dietrich Bonhoeffer]

 

  • PREMESSA

Troviamo questo libro nella nostra bibbia fra i testi profetici, anzi Daniele per noi cattolici è considerato un profeta “maggiore”; in realtà è uno scritto appartenente come genere letterario alla cosiddetta “apocalittica”, una letteratura e una teologia fiorite nel III secolo a. C.

 Nella bibbia ebraica è invece inserito in una serie di libri sapienziali-storici. La sua vicenda è ambientata durante l’esilio di Babilonia (VI sec. a.C.) ma, in realtà, fa riferimento ad alcune vicende dell’epoca dei Maccabei quindi la sua redazione è databile intorno al II secolo. La sua vicenda figura, con modalità diverse, nei miti di altre religioni. Racconta la storia di un saggio ebreo circondato da amici, che coraggiosamente sfida il potere imperiale e sarà soccorso miracolosamente da Dio. Dal capitolo settimo abbiamo un racconto di visioni profetiche a noi note perché Gesù vi fa riferimento, attribuendole a sé stesso. Infine il testo termina con la storia di Susanna. È scritto in tre lingue: alcune parti in ebraico, alcune in aramaico, altre in greco. Alcune delle parti in greco non appartengono al canone ebraico e a quello protestante.

 

  • ASCOLTO DELLA PAROLA

Dal libro di Daniele

Cap. 2    24Allora Daniele si recò da Ariòc, al quale il re aveva affidato l’incarico di uccidere i saggi di Babilonia, si presentò e gli disse: «Non uccidere i saggi di Babilonia, ma conducimi dal re e io gli rivelerò la spiegazione del sogno». […] 46Allora il re Nabucodònosor si prostrò con la faccia a terra, adorò Daniele e ordinò che gli si offrissero sacrifici e incensi. 47Quindi, rivolto a Daniele, gli disse: «Certo, il vostro Dio è il Dio degli dei, il Signore dei re e il rivelatore dei misteri, poiché tu hai potuto svelare questo mistero».

Cap.3   8Però in quel momento alcuni Caldei si fecero avanti per accusare i Giudei 9e andarono a dire al re Nabucodònosor: «O re, vivi per sempre! 10Tu hai decretato, o re, che chiunque avrà udito il suono del corno, del flauto, della cetra, dell’arpa, del salterio, della zampogna e di ogni specie di strumenti musicali, deve prostrarsi e adorare la statua d’oro:11chiunque non si prostrerà e non l’adorerà, sia gettato in mezzo a una fornace di fuoco ardente.12Ora, ci sono alcuni Giudei, che hai fatto amministratori della provincia di Babilonia, cioè Sadrac, Mesac e Abdènego, che non ti obbediscono, o re: non servono i tuoi dèi e non adorano la statua d’oro che tu hai fatto erigere».13Allora Nabucodònosor, sdegnato e adirato, comandò che gli si conducessero Sadrac, Mesac e Abdènego, e questi comparvero alla presenza del re. 14Nabucodònosor disse loro: «È vero, Sadrac, Mesac e Abdènego, che voi non servite i miei dèi e non adorate la statua d’oro che io ho fatto erigere? […] 16Ma Sadrac, Mesac e Abdènego risposero al re Nabucodònosor: «Noi non abbiamo bisogno di darti alcuna risposta in proposito;17sappi però che il nostro Dio, che serviamo, può liberarci dalla fornace di fuoco ardente e dalla tua mano, o re.18Ma anche se non ci liberasse, sappi, o re, che noi non serviremo mai i tuoi dèi e non adoreremo la statua d’oro che tu hai eretto». […]

20Poi, ad alcuni uomini fra i più forti del suo esercito, comandò di legare Sadrac, Mesac e Abdènego e gettarli nella fornace di fuoco ardente. 21Furono infatti legati, vestiti come erano, con i mantelli, i calzari, i copricapi e tutti i loro abiti, e gettati in mezzo alla fornace di fuoco ardente. 22Poiché l’ordine del re urgeva e la fornace era ben accesa, la fiamma del fuoco uccise coloro che vi avevano gettato Sadrac, Mesac e Abdènego. 23E questi tre, Sadrac, Mesac e Abdènego, caddero legati nella fornace di fuoco ardente. 24Essi passeggiavano in mezzo alle fiamme, lodavano Dio e benedicevano il Signore.

25Azaria si alzò e fece questa preghiera in mezzo al fuoco e aprendo la bocca disse:

26«Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri;
degno di lode e glorioso è il tuo nome per sempre.
27Tu sei giusto in tutto ciò che ci hai fatto;
tutte le tue opere sono vere,
rette le tue vie e giusti tutti i tuoi giudizi.

 

Cap. 6    2Dario volle costituire nel suo regno centoventi sàtrapi e ripartirli per tutte le province.3A capo dei sàtrapi mise tre funzionari, di cui uno fu Daniele, ai quali i sàtrapi dovevano rendere conto perché nessun danno ne soffrisse il re.4Ora Daniele era superiore agli altri funzionari e ai sàtrapi, perché possedeva uno spirito straordinario, tanto che il re pensava di metterlo a capo di tutto il suo regno.5Perciò tanto i funzionari che i sàtrapi cercavano di trovare qualche pretesto contro Daniele nell’amministrazione del regno. Ma non potendo trovare nessun motivo di accusa né colpa, perché egli era fedele e non aveva niente da farsi rimproverare,6quegli uomini allora pensarono: «Non possiamo trovare altro pretesto per accusare Daniele, se non nella legge del suo Dio». 7Perciò quei funzionari e i sàtrapi si radunarono presso il re e gli dissero: «O re Dario, vivi in eterno!8Tutti i funzionari del regno, i governatori, i sàtrapi, i ministri e i prefetti sono del parere che venga pubblicato un severo decreto del re secondo il quale chiunque, per la durata di trenta giorni, rivolga supplica a qualsiasi dio o uomo all’infuori di te, o re, sia gettato nella fossa dei leoni.9Ora, o re, emana il decreto e fallo mettere per iscritto, perché sia immutabile, come sono le leggi di Media e di Persia, che sono irrevocabili».

10Allora il re Dario ratificò il decreto scritto.

11Daniele, quando venne a sapere del decreto del re, si ritirò in casa. Le finestre della sua stanza si aprivano verso Gerusalemme e tre volte al giorno si metteva in ginocchio a pregare e lodava il suo Dio, come era solito fare anche prima. 12Allora quegli uomini accorsero e trovarono Daniele che stava pregando e supplicando il suo Dio. 13Subito si recarono dal re e gli dissero riguardo al suo decreto: «Non hai approvato un decreto che chiunque, per la durata di trenta giorni, rivolga supplica a qualsiasi dio o uomo all’infuori di te, o re, sia gettato nella fossa dei leoni?». Il re rispose: «Sì. Il decreto è irrevocabile come lo sono le leggi dei Medi e dei Persiani». 14«Ebbene – replicarono al re -, Daniele, quel deportato dalla Giudea, non ha alcun rispetto né di te, o re, né del tuo decreto: tre volte al giorno fa le sue preghiere».
15Il re, all’udire queste parole, ne fu molto addolorato e si mise in animo di salvare Daniele e fino al tramonto del sole fece ogni sforzo per liberarlo. 16Ma quegli uomini si riunirono di nuovo presso il re e gli dissero: «Sappi, o re, che i Medi e i Persiani hanno per legge che qualunque decreto emanato dal re non può essere mutato».
17Allora il re ordinò che si prendesse Daniele e lo si gettasse nella fossa dei leoni. Il re, rivolto a Daniele, gli disse: «Quel Dio, che tu servi con perseveranza, ti possa salvare!». 18Poi fu portata una pietra e fu posta sopra la bocca della fossa: il re la sigillò con il suo anello e con l’anello dei suoi dignitari, perché niente fosse mutato riguardo a Daniele. 19Quindi il re ritornò al suo palazzo, passò la notte digiuno, non gli fu introdotta nessuna concubina e anche il sonno lo abbandonò. 20La mattina dopo il re si alzò di buon’ora e allo spuntare del giorno andò in fretta alla fossa dei leoni. 21Quando fu vicino, il re chiamò Daniele con voce mesta: «Daniele, servo del Dio vivente, il tuo Dio che tu servi con perseveranza ti ha potuto salvare dai leoni?».22Daniele rispose: «O re, vivi in eterno! 23Il mio Dio ha mandato il suo angelo che ha chiuso le fauci dei leoni ed essi non mi hanno fatto alcun male, perché sono stato trovato innocente davanti a lui; ma neppure contro di te, o re, ho commesso alcun male».24Il re fu pieno di gioia e comandò che Daniele fosse tirato fuori dalla fossa. Appena uscito, non si riscontrò in lui lesione alcuna, poiché egli aveva confidato nel suo Dio. 25Quindi, per ordine del re, fatti venire quegli uomini che avevano accusato Daniele, furono gettati nella fossa dei leoni insieme con i figli e le mogli. Non erano ancora giunti al fondo della fossa, che i leoni si avventarono contro di loro e ne stritolarono tutte le ossa.26Allora il re Dario scrisse a tutti i popoli, nazioni e lingue, che abitano tutta la terra: «Abbondi la vostra pace. 27Per mio comando viene promulgato questo decreto: in tutto l’impero a me soggetto si tremi e si tema davanti al Dio di Daniele,

perché egli è il Dio vivente,

che rimane in eterno;
il suo regno non sarà mai distrutto
e il suo potere non avrà mai fine.
28Egli salva e libera,

fa prodigi e miracoli in cielo e in terra:
egli ha liberato Daniele dalle fauci dei leoni».

 

  • TESTIMONIANZA:

Un insolito e inaspettato Daniele di oggi con grande fede nella provvidenza

L’attore Ricky Menphis, al secolo Riccardo Fortunati, è nato il 29 agosto 1968 a Roma. Deciso nel percorrere la strada dello spettacolo, alterna al lavoro da manovale il palco del Maurizio Costanzo Show. È qui che, presentato come “poeta metropolitano”, legge con modi da coatto romano i suoi rudi ed eruditi versi in rima baciata. Colpisce il pubblico, che lo adora, tanto che Ricky Tognazzi nel 1991 gli propone una parte accanto a Claudio Amendola e Gianmarco Tognazzi in Ultrà, film con cui vince l’European Film Award come Miglior attore non protagonista. Il giovane Ricky ce l’ha fatta, ha raggiunto il suo sogno e inizia una brillante carriera. La grande notorietà viene con “Distretto di Polizia”. Ecco alcune frasi tratte da una sua intervista al settimanale Credere.

  • Il suo ultimo film solleva il tema del destino: lei che idea si è fatto al riguardo?

Quando ero giovane e un po’ superstizioso mi capitava di pensare che ci fosse un destino già scritto. Oggi credo invece nella Provvidenza. Noi uomini siamo artefici del nostro futuro, in quanto persone libere. Possiamo scegliere cosa fare e, a ogni azione, corrisponde una reazione. Credo quindi che dobbiamo dare il meglio di noi nelle circostanze che siamo chiamati a vivere, lasciando però i risultati nelle mani di Dio.

  • Come si fa ad avere speranza e a mantenere la barra dritta quando si è immersi in una realtà così complessa come la nostra?

Quello che fa la differenza sono i valori. Conosco persone magari non credenti ma retti e umili di cuore. Personalmente però sono convinto che la fede sia un elemento determinante per tenere la barra dritta.

  • Lei quando si è avvicinato alla fede?

Se credo è solo per grazia. Senza la grazia di Dio non c’è nulla, nemmeno la fede. Detto questo non mi considero un convertito perché ho sempre creduto in Dio. Anzi fin da bambino nutrivo una vera e propria attrazione per la figura di Gesù.  Da giovane però mi sono scagliato contro la Chiesa perché vivevo in un ambiente anticlericale. A dire il vero però nemmeno io ero convinto di quello che dicevo. Quando ho iniziato a ragionare con il mio cervello, sono uscito dal gruppo e ho capito che non c’è cristianesimo senza la Chiesa. Non riuscirei a credere senza dei punti di riferimento ecclesiali. Sono profondamente convinto che la Chiesa sia retta dallo Spirito Santo e questa è una gran cosa, al di là degli scandali o degli errori che possono attraversarla.

  • Non deve essere stato facile affrontare la morte di suo padre a soli quattro anni. Il dolore l’ha mai scoraggiata?

Perdere mio padre è stata una sofferenza ma sono cresciuto circondato da una grande quantità di persone. Mia madre, zii, parenti, amici e da molto affetto. […] L’inquietudine e le difficoltà aiutano a far uscire la forza che c’è in noi: una forza che non necessariamente deve tradursi in fede cattolica ma che è, in primis, uno slancio a vivere.

 

  • PREGHIERA CONCLUSIVA

Tu sei i miei giorni 

Signore Gesù,
Tu sei i miei giorni,
non ho altri che te nella mia vita.

Quando troverò
un qualcosa che mi aiuta,
te ne sarò immensamente grato;
però Signore,
quand’anche io fossi solo,
quand’anche non ci fosse nulla
che mi dà una mano,
non ci fosse neanche un fratello di fede
che mi sostiene,
Tu, o Signore, mi basti,
con Te ricomincio da capo.

Tu mi basti, Signore:
il mio cuore, il mio corpo, la mia vita,
nel suo normale modo di vestire,
di alimentarsi, di desiderare
è tutta orientata a Te.

Io vivo nella semplicità
e nella povertà di cuore;
non ho una famiglia mia,
perché Tu sei la mia casa,
la mia dimora, il mio vestito,
il mio cibo,
Tu sei il mio desiderio.

       (don Luigi Serenthà)

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