Ultima domenica dopo l’Epifania

Cari amici e care amiche,

qualche giorno fa è stato il giorno della memoria liturgica del grande educatore don Bosco! E’ passato inosservato perché era Domenica: ma ciò che non passa è la sua passione educativa che ancora molti hanno! Ringraziamo tutti gli educatori, gli insegnanti, i genitori ed esprimiamo loro tutto il nostro affetto e la nostra ammirazione per la loro dedizione!

In ogni tempo, ormai, siamo in “emergenza educativa”, forse oggi amplificata dalla difficile situazione in cui ci siamo trovati, che ha messo a dura prova l’umore di chi educa, ha logorato le energie, ha creato frustrazioni nella impossibilità di attuare le forme consuete di incontro…  Proviamo allora ad “assaggiare” qualcosa del metodo preventivo di San Giovanni Bosco per poter rinvenire da questo “tesoro” ispirazione, fortezza e sapienza.

Il primo assaggio, il più famoso: l’educazione è cosa di cuore. Fa riferimento alla presenza dell’educatore, quello che ascolta senza pregiudizi, senza dare risposte se non prima di accogliere le domande, quello che accetta di perdere tempo, accetta di fallire, accetta di ricominciare. Il secondo: i giovani sappiano di essere amati. Fa riferimento ad uno stile non invadente, ma che non fa mancare il “sapore” della vicinanza gratuita, faccia a faccia o anche online! Terzo: le mormorazioni raffreddano i cuori. Lo sport più preferito da ognuno lede la serenità dei ragazzi e dei giovani! Ma soprattutto sbarra la strada alla speranza, alla bellezza, alle soluzioni… Un quarto assaggio: nessuna predica è più edificante del buon esempio. Fin da piccoli i bambini guardano noi adulti nei comportamenti e nello stile: la credibilità delle parole, dei discorsi, dei ragionamenti risiede nei fatti. Quinto: state molto allegri. Spesso l’errore è quello di accaparrarsi la simpatia dei giovani scendendo ad atteggiamenti “giovanilistici”, superficiali e banali. Il consenso lo si “strappa” quando si possiede l’agio e l’ardore del contadino che semina, con la speranza nella potenza del seme. Un ultimo assaggio: guai a chi lavora aspettando le lodi del mondo. Certo che procura soddisfazione essere ringraziati, vuol dire che gli altri vedono qualcosa di bene che si fa, ma non è il fine dell’educare: esso è in quelli che ci sono affidati e in Colui che indichiamo come “Via, Verità e Vita” (Gv 14,6).

 

  Il vostro parroco, don Zaccaria

 

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