Sintesi delle diposizioni civili e canoniche circa l’emergenza COVID-19 in vigore nell’Arcidiocesi di Milano il 1 aprile 2020

Riportiamo una sintesi delle norme canoniche e civili attualmente in vigore nell’Arcidiocesi di Milano circa la vita ordinaria delle comunità, la celebrazione dei sacramenti e l’indulgenza plenaria in questo tempo di emergenza COVID.

Le disposizioni riguardano la vita ordinaria delle parrocchie, le modalità di amministrazione del sacramento del battesimo, dell’unzione degli infermi e del viatico e di celebrazione del sacramento del matrimonio, alcune indicazioni igieniche e altre relative alla Settimana Santa, alla confessione pasquale e alle celebrazioni delle Prime comunioni e delle Cresime.

 

LA VITA ORDINARIA DELLE PARROCCHIE
1. Le chiese rimangano aperte. Siano esposti degli avvisi che ricordino di mantenere
sempre le distanze di sicurezza. Il Ministero dell’Interno del 27 marzo 2020
precisa che “è necessario che l’accesso alla chiesa avvenga solo in occasione di
spostamenti determinati da “comprovate esigenze lavorative”, o per “situazioni
di necessità”, che la chiesa sia situata lungo il percorso e che, in caso di controllo
da parte delle Forze di polizia, possa esibirsi la prescritta autocertificazione o
rendere dichiarazione in ordine alla sussistenza di tali specifici motivi.” I
sacerdoti e i diaconi possono raggiungere le chiese a loro affidate per la cura
pastorale autocertificando o dichiarando alle Forze di Polizia di muoversi per
“comprovate esigenze lavorative”;
2. Le Messe con il concorso di popolo rimangano sospese, i presbiteri sono invitati a
celebrare quotidianamente senza popolo. Non si organizzino neanche celebrazioni
della penitenza, adorazioni eucaristiche, adorazioni della Croce o Via Crucis;
3. Si sospendano anche i matrimoni – se non in caso di vera necessità, adottando gli
accorgimenti che seguono – i Battesimi– se non in pericolo di morte, adottando gli
accorgimenti che seguono – e le celebrazioni esequiali. Siano celebrati, tuttavia, la
benedizione del sepolcro e il rito della sepoltura (o della deposizione delle ceneri)
come previsto dal rituale delle Esequie. Sia raccomandato agli eventuali presenti
il rispetto delle distanze imposte dalla normativa. La Messa esequiale sarà
concordata con la famiglia a tempo opportuno al termine dell’emergenza;
4. Negli oratori restino chiusi i cortili e gli altri ambienti. Pertanto non si prevedano
incontri, iniziative, riunioni, annullando, in ogni caso, eventi precedentemente
fissati;
5. È sospesa, anche per i ministri straordinari della comunione eucaristica, la visita
ordinaria agli ammalati. I sacerdoti potranno rendersi disponibili in caso di
situazioni gravi e laddove richiesti, ma sempre con le dovute precauzioni e
protezioni.
MODALITÀ DI AMMINISTRAZIONE DEL SACRAMENTO DEL BATTESIMO, DELL’UNZIONE
DELI INFERMI E DEL VIATICO
Qualora ci sia necessità di amministrare il Battesimo, per pericolo di morte, questo
avvenga nella forma abbreviata prevista dal Rito, senza toccare il corpo del battezzando e
usando guanti monouso per le unzioni. Il ministro mantenga una opportuna distanza dal
battezzando e dai genitori e padrini; si omettano il segno della croce sulla fronte del
bambino nei riti di accoglienza e il rito dell’effatà in quelli esplicativi. Il Rito si celebri per
infusione e non per immersione.
Analogamente, per l’Unzione degli Infermi il presbitero usi mascherina e guanti monouso
Il Viatico sia portato dal ministro ordinato, senza toccare le labbra del malato, né i
familiari, usando mascherina e guanti monouso.
MODALITÀ DI CELEBRAZIONE DEL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO
In caso di vera necessità, i Matrimoni potranno essere celebrati alla sola presenza del
ministro che vi assiste, dei nubendi e dei testimoni, rispettando sempre le prescrizioni
sulle distanze tra i partecipanti.
ALCUNE INDICAZIONI IGIENICHE
Nelle sagrestie si curi con particolare attenzione l’igiene ambientale e la conservazione
delle ostie e del vino destinati alla consacrazione.
Si provveda a dotarsi di un dispensatore di soluzione igienizzante e di asciugamani di
carta monouso. La biancheria dell’altare si cambi frequentemente. Si abbia molta cura nel
toccare i vasi sacri con le mani sempre pulite.
Una particolare attenzione si abbia all’altare, durante la liturgia eucaristica: il corporale
con le specie eucaristiche venga collocato a distanza da chi presiede, e il più possibile le
specie stiano coperte. Il pane su cui viene pronunciata la formula di consacrazione venga
consumato interamente dal presidente e non diviso con altri. Nel caso che, oltre al
presidente, altri debbano comunicarsi al calice, si usino calici distinti per chi presiede e gli
altri. Molta cura si abbia anche nella purificazione. Il calice lo purifichi lo stesso ministro
che vi ha bevuto. Qualora vi sia sospetto di possibile contaminazione l’acqua della
purificazione delle dita e dei vasi sacri può essere versata nel sacrario.
LA SETTIMANA SANTA
Nelle Comunità pastorali e nelle Parrocchie la Messa della Domenica delle Palme,
la Messa nella cena del Signore, la Celebrazione della Passione del Signore, la Veglia
Pasquale e la Messa della Pasqua di Resurrezione avvengono tutte in assenza di popolo,
evitando la concelebrazione qualora non fosse possibile adottare il rispetto delle misure
sanitarie, a partire dalla distanza fisica. Nell’osservanza delle identiche misure e per
garantire un minimo di dignità alla celebrazione, accanto al celebrante sia assicurata la
partecipazione di un diacono, di un ministrante, oltre che di un lettore, un cantore, un
organista ed, eventualmente, un operatore per la trasmissione via web. La nota del
Ministero dell’Interno del 27 marzo 2020 ha precisato che “Per quanto riguarda i riti
della Settimana Santa, si specifica, la presenza di persone deve intendersi limitata ai
celebranti, al diacono, al lettore, all’organista, al cantore e agli operatori per la
trasmissione. I partecipanti alle celebrazioni, se sottoposti a controllo da parte delle
Forze di polizia, potranno esibire l’autocertificazione in cui dichiarano nella causale
“comprovate esigenze lavorative”. Sebbene il servizio liturgico non sia direttamente
assimilabile a un rapporto di impiego, tale giustificazione è ritenuta valida e non
saranno applicate sanzioni per il mancato rispetto delle disposizioni in materia di
contenimento Covid-19.” Modelli dei moduli di autocertificazione saranno pubblicati sul
sito dell’Ufficio Avvocatura lunedì 7 aprile 2020.
Le comunità religiose possono celebrare il triduo pasquale nelle proprie case. Il
presbiterio locale è invitato a provvedere alla presenza di un presidente delle celebrazioni
nelle comunità religiose femminili.
LA CONFESSIONE PASQUALE
Poiché si verificherà l’impossibilità di celebrare il sacramento della penitenza, per la
ragionevole e responsabile prudenza legata all’emergenza sanitaria, si ricordi quanto la
Chiesa insegna: quando si è sinceramente pentiti dei propri peccati, ci si propone con
gioia di camminare nuovamente nel Vangelo e, per un’impossibilità fisica o morale, non ci
si può confessare e ricevere l’assoluzione, si è già realmente e pienamente riconciliati con
il Signore e con la Chiesa (cf. Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1451-1452). Pertanto,
a misura della sincerità del pentimento e del proponimento, nell’intimità con il Signore si
faccia un atto di profonda contrizione e si scelga un gesto di penitenza che in qualche
modo ripari al male commesso e rafforzi la volontà di servire il Signore. Non appena
venga meno quell’impossibilità, si cerchi comunque un confessore per la confessione e
l’assoluzione. L’impossibilità di celebrare il sacramento non impedisce alla misericordia
infinita di Dio di raggiungere, perdonare, salvare ogni suo figlio, ogni sua figlia.
A seguito della nota pubblicata dalla Penitenzieria Apostolica il 19 marzo 2020 contenente
norme per l’assoluzione generale, l’Arcivescovo dispone che si possa celebrare nelle RSA. I
Cappellani, o i Parroci delle Parrocchie in cui insistono le strutture, d’accordo con i
Responsabili delle stesse, valutino le necessità e le reali possibilità di intervento
richiedendo il necessario decreto dell’Ordinario diocesano alla Cancelleria Arcivescovile
(cancelleria@diocesi.milano.it).
INDULGENZA PLENARIA
Il Santo Padre Francesco concede l’Indulgenza plenaria ai fedeli affetti da Coronavirus,
sottoposti a regime di quarantena per disposizione dell’autorità sanitaria negli ospedali o
nelle proprie abitazioni se, con l’animo distaccato da qualsiasi peccato, si uniranno
spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione alla celebrazione della Santa Messa o
della Divina Liturgia, alla recita del Santo Rosario o dell’Inno Akàthistos alla Madre di
Dio, alla pia pratica della Via Crucis o dell’Ufficio della Paràklisis alla Madre di Dio
oppure ad altre preghiere delle rispettive tradizioni orientali, ad altre forme di devozione,
o se almeno reciteranno il Credo, il Padre Nostro e una pia invocazione alla Beata Vergine
Maria, offrendo questa prova in spirito di fede in Dio e di carità verso i fratelli, con la
volontà di adempiere le solite condizioni (confessione sacramentale, comunione
eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), non appena sarà loro
possibile.
Gli operatori sanitari, i familiari e quanti, sull’esempio del Buon Samaritano, esponendosi
al rischio di contagio, assistono i malati di Coronavirus secondo le parole del divino
Redentore: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici»
(Gv 15,13), otterranno il medesimo dono dell’Indulgenza plenaria alle stesse condizioni.
È concessa alle medesime condizioni l’Indulgenza plenaria in occasione dell’attuale
epidemia mondiale, anche a quei fedeli che offrano la visita al Santissimo Sacramento, o
l’adorazione eucaristica, o la lettura delle Sacre Scritture per almeno mezz’ora, o la recita
del Santo Rosario o dell’Inno Akàthistos alla Madre di Dio, o il pio esercizio della Via
Crucis, o la recita della Coroncina della Divina Misericordia, o dell’Ufficio della Paràklisis
alla Madre di Dio o altre forme proprie delle rispettive tradizioni orientali di appartenenza
per implorare da Dio Onnipotente la cessazione dell’epidemia, il sollievo per coloro che ne
sono afflitti e la salvezza eterna di quanti il Signore ha chiamato a sé.
La Chiesa prega per chi si trovasse nell’impossibilità di ricevere il sacramento
dell’Unzione degli infermi e del Viatico, affidando alla Misericordia divina tutti e ciascuno
in forza della comunione dei santi e concede al fedele l’Indulgenza plenaria in punto di
morte, purché sia debitamente disposto e abbia recitato abitualmente durante la vita
qualche preghiera (in questo caso la Chiesa supplisce alle tre solite condizioni richieste).
Per il conseguimento di tale indulgenza è raccomandabile l’uso del crocifisso o della croce
(cf. Enchiridion indulgentiarum, n.12).
CELEBRAZIONI DELLE PRIME COMUNIONI E DELLE CRESIME
Al termine dell’emergenza sanitaria, i Parroci e i Responsabili delle Comunità Pastorali
insieme con le loro comunità educanti decideranno quando celebrare le Prime
Comunioni.
Per le Cresime, se le date fissate saranno praticabili esse resteranno immutate, altrimenti
saranno posticipate.
Riferimenti normativi
– Penitenzieria Apostolica, Decreto circa la concessione di speciali Indulgenze ai
fedeli nell’attuale situazione di pandemia, 20.03.2020;
– Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Decreto – In
tempo di Covid-19 (I), 19 marzo 2020;
– Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Decreto – In
tempo di Covid-19 (II), 25 marzo 2020;
– Conferenza Episcopale Italiana, Suggerimenti per la celebrazione dei sacramenti
in tempo di emergenza Covid-19, 18 marzo 2020;
– Vicario Generale della Diocesi di Milano, Disposizioni per l’emergenza COVID-19,
23 febbraio – 8 marzo 2020;
– Vicario Generale della Diocesi di Milano, Comunicato “Le celebrazioni della
Settimana Autentica”, 26 marzo 2020;
– Decreto Legge 25 marzo 2020, n. 19;
– Nota del Ministero dell’Interno del 27 marzo 2020.

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