Martedì DELLA I SETTIMANA DI QUARESIMA

Gen 3,9-21 / Sal 118 (119), 1-8 / Pr 2,1-10
VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Matteo. Mt 5, 13-16
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere
gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte,
né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce
a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché
vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

È curioso che il vangelo, nella liturgia ambrosiana, sia sempre introdotto dall’espressione: “in quel tempo”.
Potremmo pensare che il nostro tempo non sia più quello di Gesù, che il tempo non sia adesso, che è meglio rimandare. Invece no, dobbiamo metterci in mente che è “nel
mio tempo” che Gesù mi rivela questa Parola. Come un educatore che ci prende per mano, Gesù oggi ci rivela tutto lo spessore di ciò che siamo: siamo “sale della terra”!
siamo “luce del mondo”!
Gesù ci incoraggia a non perdere di vista la nostra identità di cristiani. Non ci vuole insipidi e non ci vuole vergognosi di essere ciò che siamo. Rimaniamo con Lui che è
Sale e Luce per eccellenza, e diamo testimonianza con la nostra vita e le nostre “opere buone” per “rendere gloria al Padre che è nei cieli”. E’ tempo di quaresima, abbiamo
bisogno di essere incoraggiati a convertirci e a cambiare, Gesù oggi ci dona questa parola di incoraggiamento per non perderci tra la confusione del mondo, perché è
proprio questo mondo che ha bisogno della luce di Cristo che noi non dobbiamo mai dimenticare di portare sui nostri volti e nel nostro cuore.
Preghiamo
«Stai con me, e io inizierò a risplendere
come tu risplendi;
a risplendere fino ad essere luce per gli altri.
La luce, o Gesù, verrà tutta da te:
nulla sarà merito mio.
Sarai tu a risplendere, attraverso di me,
sugli altri.
Fa’ che io ti lodi così.
nel modo che tu più gradisci,
risplendendo sopra tutti coloro
che sono intorno a me».
(John Henry Newman)

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