LIVERPOOL, CATTOLICI A TESTA ALTA NELLA CITTÀ DI ALFIE EVANS

Liverpool torna nell’attenzione dei media cinque mesi dopo la morte del piccolo Alfie. A sei chilometri dalla stanza dove la mamma Kate James e il papà Tom non sono riusciti a tenerlo in vita migliaia di cattolici guidati dai loro vescovi salgono i gradini verso la cattedrale di Cristo Re. La tre giorni del congresso eucaristico “Adoremus”

Liverpool torna nell’attenzione dei media cinque mesi dopo la morte del piccolo Alfie Evans, il bambino di due anni, affetto da una malattia neurodegenerativa sconosciuta, al quale i medici dall’ospedale “Alder Hey” avevano staccato le macchine dopo una lunga battaglia legale con i genitori.
Sei chilometri separano la stanza dove la mamma Kate James e il papa’ Tom non sono riusciti a tenerlo in vita dagli scalini riempiti da migliaia di cattolici guidati dai loro vescovi che salgono alla cattedrale di Cristo Re.

Molti dei partecipanti alla processione che, domenica 9 settembre, ha concluso la tre giorni del congresso eucaristico “Adoremus” lavorano in quell’ospedale e sono arrivati qui per pregare il Santissimo che, 110 anni fa, non erano riusciti a portare in processione.
Nel lontano 1908 il governo del primo ministro liberale Herbert Asquith proibì l’esibizione in pubblico dell’Eucarestia, temendo disordini, dopo che le associazioni protestanti più estreme avevano invocato la legislazione anticattolica. Fu una crisi gravissima che costrinse il ministro dell’interno Herbert Gladstone a dimettersi.
Soltanto nel 1829 i cattolici riacquistarono il diritto di votare e sposarsi, venne ristabilita la gerarchia e i preti non rischiarono piu’ l’ergastolo.
Per questa Chiesa minoritaria, circa sei milioni di fedeli, perseguitata per 300 anni, il congresso di Liverpool e’ un ritorno a casa. Il primo momento per ritrovarsi, su scala nazionale, dopo la visita di Papa Benedetto del 2010. Nella tre giorni circa trentamila cattolici hanno adorato il Santissimo, abbracciato i loro vescovi, seguito sessioni nei quali si e’ parlato del posto dell’Eucarestia negli ospedali, nelle prigioni e nelle scuole e di transustanziazione.

Ancora oggi uno degli ostacoli del dialogo con gli anglicani. Qui a Liverpool la Chiesa cattolica inglese si e’ affermata al centro della sfera pubblica. In quella Hope street, dove cammino’ anche Giovanni Paolo II nel 1982, che collega la cattedrale anglicana a quella cattolica in questa citta’ laboratorio di dialogo interreligioso dove fu costruita la prima moschea. “Centodieci anni fa a sacerdoti e vescovi venne impedito di indossare i paramenti”, ricorda il Primate cattolico, cardinale Vincent Nichols, “Dovettero portarli sulle braccia e l’ostensorio giro’ vuoto per le strade di Liverpool”. Non cosi questa volta quando, sotto una pioggia battente, che ha inzuppato i fedeli con gli stendardi delle 22 diocesi e delle associazioni e i loro vescovi, soltanto il Santissimo era protetto da un baldacchino.

A guidare la lunga fila bianca di preti e 10.000 cattolici c’erano anche l’arciprete della Chiesa ortodossa di Antiochia Gregory Hallam, padre Peter Farrington della Chiesa copta, il vescovo anglicano di Liverpool Paul Bayes, e la leader metodista Sheryl Anderson. Proprio Bayes, in una sessione del congresso dedicata all’Eucarestia, ha parlato del “desiderio di condividere questa esperienza con i miei confratelli cattolici” mentre Sheryl Anderson ha raccontato come la comunione sia piu’ diffusa tra i seguaci di Wesley rispetto al passato.
Oggi la missione della Chiesa cattolica inglese e’ “affermare il Vangelo nella societa’ forse piu’ secolarizzata del mondo occidentale”, si e’ detto a Liverpool. Dove i cattolici, arrivati qui dai paesini della Cornovaglia e dalle scogliere del Galles, hanno raccontato di sentirsi spesso “isolati”. “Quasi una curiosita’” in un paese dove, ormai, la meta’ degli abitanti non sa dire che cos’e’ la Bibbia.

Nell’arena ex magazzino della Rivoluzione Industriale, oggi sala di concerto famosa della citta’ dei Beatles, la catechista Jenny, di Shrewsbury, ha raccontato di essersi sentita “elettrificata” dalle parole del vescovo di Los Angeles Robert Barron. Sabato 8 settembre, su Youtube, sono state viste oltre trenta milioni di volte.
Per non parlare dei mille giovanissimi, dai sedici ai vent’anni, che hanno partecipato a un “Adoremus per giovani”, un congresso parallelo, organizzato dall’arcidiocesi di Liverpool.
A Liverpool i cattolici, che in Gran Bretagna gestiscono il 10% di tutte le scuole statali, dove fanno la fila per entrare anche seguaci di altre religioni e atei, si sono chiesti come riscoprire il valore dell’Eucarestia. Che hanno sempre protetto e nascosto, nei lunghi secoli delle persecuzioni, senza poterla adorare in pubblico.
“Qui al congresso vogliamo anche imparare l’Adorazione silenziosa, un nuovo modo di avvicinarci a Cristo”, ha spiegato l’arcivescovo di Liverpool Malcolm McMahon.
Centinaia di sacerdoti, vescovi e arcivescovi e trentamila laici. Il contrasto non e’ passato inosservato.
“Colpisce che qui a Liverpool vi siano cosi tanti laici. Spesso ai congressi eucaristici la maggior parte dei partecipanti sono sacerdoti”, spiega l’arcivescovo Piero Marini, presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali, arrivato qui da Roma, insieme al segretario padre Vittore Boccardi, “E’ la dimostrazione di quanto i laici siano importanti per la Chiesa d’Inghilterra e Galles. Senza laici non ci sarebbero i sacerdoti che sono stati ordinati per servirli”.

“Un’esperienza meravigliosa di preghiera. Ce ne andiamo sapendo qualcosa di piu’ dell’amore di Cristo per noi nell’Eucarestia” ha detto, a conclusione di “Adoremus”, il presidente e suo ideatore vescovo Robert Byrne. Esprimendo i sentimenti di tanti delegati che hanno pagato, per partecipare a questa tre giorni, 40 sterline, poco piu’ di 44 euro, la stessa cifra del 1908, quando la costituzione apostolica “Sapienti Consilio” rimosse ufficialmente il Regno Unito dalla giurisdizione della Propaganda Fide. Perche’ non era piu’ terra di missione.

FONTE: Famiglia Cristiana

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