La comunità in cammino: Battesimo del Signore

Cari amici e care amiche,

in questi giorni ho incontrato Elisabetta Cipollone, mamma di Andrea, che esattamente 10 anni fa, il 29 gennaio, ha perso suo figlio Andrea di 15 anni vicino alla chiesa sorella di Bettola: è uscito di casa alle 15 per giocare una partita di pallone all’oratorio e alle 18 non c’era più… Mi ha colpito come – non senza travaglio –  abbia compiuto il suo percorso di mamma, vittima di una tragedia insieme ai suoi famigliari, per ritrovare una fonte dove attingere forza e andare avanti; come questa fonte sia stata la scelta di non chiudersi nel dolore e nella disperazione, ma nell’aprirsi agli altri, in un impegno forte con i carcerati. Non solo: in memoria di Andrea ha dato vita ad un progetto volto a raccogliere fondi per realizzare pozzi di acqua potabile in Etiopia. Un’idea, questa nata dai disegni di Andrea che da bambino era rimasto molto colpito dai bambini, in occasione di un viaggio, come i suoi coetanei fossero costretti a tirar su da pozzi scavati a mano acqua nera per poterla bere… Ed è per questo è stata insignita dal Presidente Mattarella di una onorificenza al Merito della Repubblica italiana. Elisabetta mi ha detto, poi, che in quell’occasione il Presidente non ha elogiato, esaltato, ringraziato lei e gli altri 31 esempi di cittadini e cittadine, come ci si sarebbe aspettati, bensì li ha fatti sentire responsabili delle centinaia di migliaia di uomini e donne che si distinguono per il loro normale stile di vita in impegno civile, dedizione al bene comune e testimonianza dei valori repubblicani. Capite? Loro si sono sentiti rappresentanti del “bene invisibile”, delle persone che sono al loro posto senza cercare applausi o riflettori, delle gente che “tira la carretta” anche per chi non “gliela fa”. Recentemente Mattarella ha conferito altre 36 onorificenze al merito, date sempre a persone poco note al grande pubblico, ma che anche da anni si prendono cura delle persone più fragili e di grandi problemi, nel loro piccolo.

Mi piace questo, perché spesso nel clamore mediatico, invece, si fanno volutamente emergere le cose brutte che le persone fanno; si insiste sugli scandali, sulle perversioni e sulle storture umane con morbosità; si fanno risaltare, andandoli a scovare, degli esempi di “eccezioni” come se fossero normali e naturali. Tutto questo non “informa”, ma… “sforma”…

Che bello se anche nella nostra Comunità potessimo vedere questo “invisibile” (la volpe del Piccolo Principe diceva che ci vogliono gli occhi del cuore!!!) e potessimo spronarci reciprocamente a non… “sformare”…

 

Il vostro parroco, don Zaccaria

 

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