KEEPERS, L’APP PER SALVARE GLI ADOLESCENTI DALLE TRAPPOLE DEL WEB

L’app è stata menzionata in un’indagine conoscitiva sul bullismo e cyberbullismo curata dall’ufficio di segreteria della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza commissionata dalla XVIII Legislatura. «Sarebbe stato in grado di avvisare i genitori della bambina di Palermo che ha partecipato alla Black Out Challenge», dice Aviad Meshel, CEO e co-fondatore di Keepers

“Quel ‘gioco di resistenza’ poteva essere interrotto dall’app grazie alle segnalazioni sottoposte all’attenzione dei genitori – fa sapere fa sapere Hanan Lipskin, co-fondatore di Keepers – L’app avrebbe riconosciuto le parole pericolose tra cui le stesse ‘Black Out Challenge’, scarfing (soffocare) e hanging (sospeso, appeso) sia in italiano che in lingua originale lanciando un allarme sullo smartphone collegato”. Li chiamano “nativi digitali” perché a due anni sanno già usare tablet e smartphone. Il ditino si muove goffamente sullo schermo per attivare l’app che permette di vedere video e cartoni animati, di ascoltare canzoncine, filastrocche e – quando cominciano a riconoscersi – di vedere le loro fotografie ed i loro filmini. Tra i 5 e i 6 anni invece si passa ai videogiochi. A 10 tutto cambia. Non si usa più il cellulare di mamma o papà ma il proprio. L’iscrizione ai social con le foto pubblicate, poi c’è lo scambio di messaggi con gli amichetti. Ciò che prima si confidava al ‘diario segreto’ oggi arriva nella rete, con la differenza che quei segreti hanno un destinatario che può diventare pericoloso. Ma per un genitore non ci dovrebbe essere lucchetto che tenga. Così a ‘scassinarlo’ rispettando la privacy del ragazzino, ci prova keepers un’app di parental control che permette di accedere allo spazio digitale altrui.

Basta scaricarla da qualsiasi app store e installarla sul proprio smartphone e su quello che si vuol seguire. L’app – attivata a pagamento o in partnership con Vodafone Italia ma con una prova gratuita di 7 giorni – si affianca alle attente politiche sulla sicurezza dei grandi colossi della rete, che garantiscono la sicurezza degli utenti attraverso la censura di qualsiasi contenuto ritenuto violento o pericoloso. Grazie a un sistema tecnologicamente avanzato, viene costantemente effettuata un’analisi dei contenuti presenti sul dispositivo del bambino, l’app identifica tutte le situazioni allarmanti avvisando in tempo reale il genitore. “Keepers sarebbe stato in grado di avvisare i genitori della ragazzina che ha partecipato alla Black Out Challenge – dice Aviad Meshel, CEO e co-fondatore di Keepers – Abbiamo effettuato delle prove con la nostra app: i termini utilizzati per la propagazione del gioco sarebbero stati riconosciuti e segnalati dal nostro algoritmo perché presenti nell’elenco-vocabolario delle parole ritenute da noi potenzialmente pericolose. Siamo molto addolorati perché keepers nasce proprio per permettere ai più piccoli di crescere serenamente e nel miglior modo. Soprattutto in un momento delicato come questo”. Si perché la pandemia da Covid 19 ha provocato un’aumento del traffico della rete. Non solo con la dad ma anche per le relazione sociali. Da una ricerca effettuata proprio da Keepers in relazione al Covid su un campione di 300 utenti è emerso che da aprile a giugno 2020 c’è stato un incremento delle chat da 1770 a 3400 e così anche per i messaggi offensivi che da 20 mila sfiorano i 25mila.

 

IL MOIGE: «UN MINORENNE NON DOVREBBE SOTTOSCRIVERE UN CONTRATTO CON I SOCIAL DA SOLO»

 

Un report, quello che riguarda la rete, i ragazzi e la pandemia, che presto presenterà anche il Moige (Movimento italiano genitori) che fa appello all’utilizzo corretto della tecnologia anche attraverso l’utilizzo di app come Keepers che ha approvato: “è una battaglia che non possiamo perdere perché c’è il giro il bene e la salute dei nostri figli – spiega Antonio Affinita direttore generale Moige e co-fondatore – tutte le app che aiutano il controllo parentale sono le benvenute e keepers all’interno della rosa è tar quelle che ha un buon controllo. A questo va aggiunto una dinamica fiduciaria di una formazione dei ragazzi e questa è un’opera che deve essere fatta sempre sia a casa che a scuola. Ma sono necesse applicazioni e norme più stringenti in termini di legge. Noi pensiamo che sia inaccettabile che un minorenne possa sottoscrivere un contratto con i social da solo. Sono illeciti ed illegali. Queste aziende che vengono in Italia impegnano i nostri figli a donargli i loro dati e le immagini per tutta la vita, ciò rappresenta violazioni delle più elementari norme giuridiche. Su questo è necessario fare chiarezza”.

Nella black List di keepers ci sono tutti quei termini che possono inneggiare a fenomeni di bullismo e altre situazioni non chiare. Keepers dunque scannerizza continuamente il cellulare intercettando i messaggi pericolosi. Permette ad un genitore di bloccare sullo smartphone del bambino gli accessi a tutti i siti o app ritenuti pericolosi o destinati ad un pubblico adulto o cui si vuole semplicemente limitare l’accesso, permette di stabilire gli orari di utilizzo di internet, app e navigazione web sul cellulare del bambino, avverte i genitori se lo smartphone del figlio ha la batteria scarica. Questo sistema punta a rilevare qualsiasi pericolo che possa danneggiare la salute mentale del ragazzo, il linguaggio offensivo tipico del bullismo e del cyberbullismo, linguaggio sessuale non richiesto e anche contatti nuovi ovvero in arrivo da persone estranee al nucleo familiare e poco collegate alla cerchia di amici.

La grande novità Keepers è l’essere in grado di avvisare il genitore di una conversazione pericolosa, anche se non contiene parole offensive. Ciò avviene grazie agli algoritmi di riconoscimento del linguaggio naturale, il cosiddetto NLP, che identifica le emozioni dal testo anche se non sono presenti parole esplicitamente lesive. “Seguire i più piccoli nella loro vita online è fondamentale: quella infantile e adolescenziale sono due età molto delicate e la presenza dei genitori è fondamentale – Mariagrazia Ceraso, responsabile comunicazione e Marketing Keepers Area Italia ha curato i contenuti del blog messo a disposizione per i genitori -. È per questo motivo che è nata Keepers. Ci rendiamo conto che non si può “controllare” costantemente l’attività sullo smartphone dei propri figli, per questo Keepers allerta il genitore solo in caso di probabile pericolo per il bambino”.

Una soluzione che facilita la vita familiare, il suo equilibrio e coadiuva i genitore nello stabilire un ambiente digitale sicuro e magari evitare di dover sbirciare nel cellulare di suo figlio in piena notte. Un gesto a cui molto spesso sono costrette a ricorrere le madri rischiando di minare il rapporto di fiducia. Ed è qui la seconda novità introdotta da keepers, si tratta di un patto di lealtà, ovvero la consapevolezza e l’accordo che si crea tra genitore e figlio. Per installare l’app è, infatti, necessaria un’autorizzazione che arrivi dai due dispositivi ma l’app non può essere né modificata né rimossa senza il consenso ovvero credenziali inserite dai genitori.

FONTE: Famiglia Cristiana.it

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