Il foglietto della Messa

C’è chi pensa che il “foglietto della messa” sulle panche della chiesa sia per il bambino piccolo, così sta tranquillo: lo stropiccia, lo butta in terra, lo straccia, anche se ogni tanto distrae la mamma (“non in bocca!”). Qualche ragazzo si esibisce negli origami: ne fa una barchetta o un’ochetta. La signora là in fondo lo usa come un ventaglio, in certe afose domeniche “che non si respira”. C’è chi trova utile il foglietto perché, ripreso in mano a un certo punto, segnala al predicatore che è tempo di concludere la predica. Alcuni pensano che potrebbe servire, ma, accipicchia, dimenticano sempre a casa gli occhiali. Qualche parroco trova che il foglietta è una spesa. Ha calcolato che le fotocopie costano meno e, messe da parte, si usano ancora tra tre anni. Adesso però cambia il lezionario…

Invece la vecchia maestra lo usa bene il foglietto. Prima della messa si prepara alla preghiera e poi può seguire meglio le letture: i lettori hanno talora un’interpretazione bizzarra della punteggiatura e, per di più, lei è un più dura d’orecchi. Dopo la messa torna volentieri su una parola, una preghiera, un canto: si porta via una frase, come viatico per una settimana.

(Don M. Delpini)

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