III domenica dopo l’Epifania

Cari amici e care amiche,

vorrei continuare l’argomento dell’altra volta riguardante la nostra difficoltà a trovare argomentazioni valide e comprensibili quando ci capita di parlare di questioni religiose per dire il perché “credo”…

Se qualcuno ci mette in discussione sulla nostra fede, ricordiamoci, può anche fare del bene alla nostra fede! Infatti molti si sono messi sulla strada della fede perché ci si sono trovati dentro per tradizione, dove le cose, a volte, sono scontate, automatiche… “Si” prega, “si” va a Messa, “si” dice il Rosario… E, spesso, il risultato è una fede e una preghiera piene di orgoglio, soddisfatte in sè e per sé, che si stupiscono che il mondo non faccia così e che, alla fine, si sente superiore… Ma chi ha imparato a pregare e ad incamminarsi sulla strada delle fede in mezzo ai suoi peccati, ai dolori, agli imprevisti della vita, è molto difficile che si inorgoglisca e si ritenga superiore… Dunque, agli altri, di contro, farà certamente bene trovare qualcuno che li critichi e li mette in crisi!

Incamminarsi sulla strada della fede senza sentirci salvati, quindi umili, creerà sempre problemi alla nostra fede e dubbi, incertezze e disprezzo in chi dice non averne: costui sicuramente non crederà a nessuna delle nostre parole o argomentazioni. Chi sa di aver fatto del male, di essere stato una persona di un certo tipo, di aver sguazzato nel peccato ed ha incontrato il Signore che gli ha detto: “Tutto questo l’ho preso su di me, tu per me sei prezioso, tu sarai sempre amato da me, come un figlio”, questa persona   difficilmente giudicherà gli altri, quelli che non vengono a Messa, quelli che non pregano, quelli che fanno tanti peccati, perché non si scorda più di come era e di cosa è diventato, grazie… alla Grazia!

 

Il vostro parroco, don Zaccaria

 

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