II Domenica di Quaresima

Paolo VI

 

Uno scrittore moderno (Mauriac) proprio facendo l’analisi della psicologia del nostro tempo, dopo la guerra, dice che noi eravamo come sbandati, che non sapevamo dove andare, ed è proprio stato cosÌ. Ebbene, ci pareva camminando sui sentieri perduti di questa società sconvolta che ci fosse uno che ci aspetta. Voi avete fretta. Guardate come noi moderni abbiamo fretta. Noi corriamo sempre, noi abbiamo poco tempo, noi abbiamo l’affanno, noi dobbiamo arri­vare in orario, noi precipitiamo i nostri mezzi di comunicazione per far presto, noi abbiamo l’ansia di guadagnar tempo, di abbreviare le distanze. Siamo degli affannati. C’è ancora su questi sentirsi frettolo­si qualcuno che ci aspetta e noi non vorremmo che ci aspettasse, perché quasi sembra di interrompere il nostro cammino.

Questo qualcuno è .. .la nostra fede, è Cristo che ci dice: «Fermati un istante, pensa un momento, vieni da me ». « Fermati un momento ».

« Che cosa vuoi? ».

« Dammi da bere? ».

Cristo domanda ancora a noi qualche cosa. Cristo si è fatto mendicante davanti a noi.

Lo sentono specialmente le generazioni giovani che Cristo è esi­gente.

« Ma perché ti sei incontrato sul mio cammino e arresti i miei passi, ché io ho tanta ansia di arrivare e tu mi dici: dammi quello che sto cercando? ».

«lo ti aspettavo perché avevo bisogno di te, ti domandavo i tuoi anni, la tua giovinezza, ti domandavo qualche cosa: un posto nella tua vita, ti domandavo che tu rivolgessi a me i tuoi pensieri ed i tuoi passi. Dammi da bere.

Di quello che tu stai cercando su questa terra dammi qualche cosa, rivolgi a me i risultati della tua civiltà, i risultati della tua fati­ca, mettimi al vertice dei tuoi desideri».

E voi sentite la risposta della Samaritana, di questo colloquio simbolico fra l’umanità e Cristo, la nostra risposta di uomini moder­ni che hanno il coraggio di dire a Cristo: «Ma che c’entri Tu? Sia­mo degli estranei, non abbiamo più dialogo da combinare, noi ab­biamo la nostra vita e Tu sei l’uomo di ieri, Tu sei il passato, Tu sei un altro mondo, Tu sei un sogno che non mi interessa più ».

Noi rispondiamo istintivamente con un no al Signore. Sarà tante volte un no temperato di qualche indulgenza, di qual­che tolleranza: si viene ancora in chiesa, si resta ancora cristiani di nome, si viene qualche volta alla religione, quando si nasce, quando ci si sposa, quando si fa un funerale, quando si fa una festa. La re­ligione non resta altro che una decorazione, qualcosa di superfluo, tanto per integrare il panorama della vita, ma non ci interessa, c’è una distanza. E allora badate, ed è la mia voce che quest’ oggi fa eco a quella di Cristo e ancora arresta i vostri passi … e viene a di­re così: «Uomo moderno se tu sapessi chi è quel Cristo a cui vai rifiutando il dono delle tue cose, della tua vita Se tu sapessi che Cristo è il mendicante che viene a domandarti qualche sacrificio, che viene quasi a vincolare la tua vita, non è venuto per rubarti la vita e per renderti infelice …

È il creatore del cielo e della terra, dei tuoi poveri doni e, se ti chiede, non è per renderti povero e per mortificarti, ma per arric­chirti ancora di più, è per darti qualcosa di più grande e di più corrispondente, di più proporzionato, di più adeguato ai tuoi desideri’

Se tu sapessi chi è colui che tu hai davanti, non tu gli avresti dato l’acqua, ]’ acqua della terra da bere, ma avresti tu domandato: «Dammi Tu la Tua acqua celeste che sola può saziare i desideri del cuore umano »!

Se noi sapessimo veramente che cosa è il cristianesimo, che cosa è la nostra religione, che cosa è questa tradizione che qui è ancora così bella, noi non avremmo !’impressione che Cristo sia il preten­dente che viene a rubarci il tempo e le nostre cose ed a piegare i nostri desideri verso di Lui, ma capiremmo che Cristo veramente è il sole della vita, è il centro della esistenza, è l’indispensabile, è il necessario della nostra esistenza. Non possiamo far senza di Lui. Chi fonda la sua vita su Cristo la troverà. Cristo è la pietra su cui si deve costruire. Chi rigetta questa pietra franerà …

Ricordate che Cristo è il Salvatore, ricordate che Cristo può da­re soltanto Lui l’ acqua che sazia, è Lui che può adeguare i nostri desideri, aumentarli pure.

Aprite le vostre anime e siate ambiziosi di desiderare molto …

« Chi beve di quest’ acqua, ha detto Cristo, ha sete ancora », an­zi le cose di questo mondo non solo non saziano le brame e i desi­deri del cuore … e non fanno che accrescere la sete … Soltanto Cristo ha l’acqua misteriosa che può saziare le sete del cuore umano.

E allora, figlioli miei, concludete voi, ciascuno per sé, con le pa­role commosse e ingenue, ma piene di speranza e così sicure di es­sere esaudite, le parole della Samaritana: «Signore, Signore, dà a me quest’ acqua perché non abbia più sete ».

(Dall’Omelia in S. Stefano di Tradate [MI], 13 marzo 1960)

 

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