Domenica all’inizio di Quaresima

Cari amici e care amiche,
il tempo della Quaresima inizia nel segno delle ceneri, al quale vorrei dare due semplici sottolineature.
Una volta, mia mamma se lo ricorda ancora, con la cenere si faceva il bucato e si puliva il vasellame. Ecco un primo significato: è un segno che richiama la pulizia, la purificazione, la liberazione dalle scorie… Di questo periodo siamo abituati a sanificare, disinfettare, igienizzare “l’esterno”! E la Quaresima propone anche il digiuno come terapia che cura e purifica il corpo e permette più padronanza di sé. Ma la cenere indica una purificazione interiore ben più ardua, poiché alcune realtà sono molto difficili da “sradicare”: la parola esprime il fatto che hanno radici molto profonde, magari perché siamo stati distanti dal Signore per tanto tempo, anche volutamente… A questa purificazione interiore da ciò che ogni giorno lasciamo entri dentro di noi possiamo solo predisporci, perché poi “l’aiuto viene dal Signore” (Salmo 121).
Un secondo significato si richiama al “pensiero alla morte”, su cui una volta tanto si insisteva, tant’è che una delle due formule possibili nell’imporre le ceneri è ancora: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”. Una realtà, quella della polvere, sotto gli occhi di tutti, poiché ormai da parecchi anni molti scelgono la cremazione, cioè il processo accelerato per diventare dopo morti cenere, polvere, appunto. Pochi però hanno interiorizzato il significato della polvere, della cenere, ovvero quello di essere tutti “mortali”, transitori, pellegrini: certo, lo si sa e ci si scherza anche su, ma pochi ne traggono le conseguenze per vivere il tempo della esistenza terrena… Non si tratta di fissarsi sul famoso adagio “ricordati che devi morire” (anche se a questo problema bisogna dare risposta, pena l’infelicità e il non senso!), bensì di compiangere la propria mediocrità, il fatto che siamo fiacchi nel bene, nel reagire al male, nel creare comunione, siamo determinati nella maggior parte dei casi dagli istinti e dalla emotività… E’ questo “andazzo” che ci riduce… in cenere prima del tempo!!! L’imposizione delle ceneri, dunque, è un invito a compiangere quella parte mediocre di ciascuno che può “polverizzare” sul piano personale, delle amicizie, della famiglia, della comunità… Anche a questo nostro “compiangerci” (non compatirci!) possiamo solo predisporci, perché poi è il Signore che fa il resto: “un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi” (Salmo 51).
Il vostro parroco, don Zaccaria

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