Dalla RIFLESSIONE DEL Vescovo Mons. MARIO DELPINI al cimitero monumentale di Milano

“In Dio siamo un cuore solo e un’anima sola. Sono venuto qui a celebrare l’immensa moltitudine dei Figli di Dio, fatta di volti e di storie. Ci educhiamo, così, a non considerare gli altri solo un ruolo o un numero, perché ciascuno è guardato da Dio come un figlio unico», scandisce il vescovo Mario, in riferimento al capitolo 7 dell’Apocalisse, appena proclamato. «La moltitudine immensa è fatta di persone che hanno operato il bene e il male, di giusti e di peccatori, di persone famose e sconosciute, di coloro che hanno lasciato un vuoto incolmabile e di altri che sono scomparsi senza che nessuno se ne accorgesse, di gente che ha sofferto e ha fatto soffrire. Una moltitudine che è davanti a Dio con i suoi vizi e le sue virtù».
Ed è, appunto, guardando a questo che si può essere tentati dallo scetticismo «che si ferma alla vita terrena e per cui si considera che tutti finiamo nel niente e che, dunque, sia inutile affaticarsi a fare del bene». Ma proprio questo pensiero scettico «mette in discussone ogni morale, ogni comportamento, regola di vita, mentre noi – i credenti – siamo qui per dire che questa immensa moltitudine è chiamata a partecipare alla festa eterna di Dio, attorno all’Agnello, avendo in comune due aspetti».

Il primo è «il sigillo del Dio vivente che significa, non soltanto avere ricevuto il battesimo, ma l’essere immagine del Figlio di Dio. Che si creda o no, che lo si sappia o meno, siamo conformati a immagine e somiglianza di Dio che fa di ogni donna e uomo un capolavoro irripetibile, una persona unica».
Unici, eppure tutti passati, anche se non allo stesso modo, per la grande tribolazione che sono la storia e la morte: «i giusti e gli ingiusti, i persecutori e i perseguitati». «Alcuni – i santi, i giusti, gli amati da Dio -, consapevoli che il bene è premio a se stesso, fa bella la vita, aiuta a essere contenti anche ricevendo il male, e i malvagi rendendosi conto che il male è già un castigo e fa soffrire anche chi lo compie».
E se, certo, ora non possiamo immaginare cosa succeda nella festa di Dio, già la sua Parola rivela «che chi vi entra vede la verità».

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