LE PORTE DELLE CHIESE

Una raccolta di bozzetti di vita parrocchiale disegnati con grande ironia. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, racconta con affetto un mondo che ben conosce, quello che gravita attorno alla chiesa, alla canonica, all’oratorio con tutti i suoi attori e comprimari: il sacerdote, i giovani, i membri del consiglio parrocchiale, i volontari, le catechiste, i devoti zelanti…Un mondo con tanti difetti, perché fatto da persone diverse e con i propri limiti, ma ricco di umanità e aperto a tutti.

Ogni settimana condivideremo uno di questi racconti con tutti voi:

LE PORTE DELLE CHIESE

Alcuni si sono abituati a pensare che le porte delle chiese sono lì per impedire l’ingresso a ladri e vandali: porte imponenti, serrature rinforzate, sbarre e catenacci. Dicono: “Ladri, andate via”.

Alcuni forse pensano che servano per esporre opere d’arte, sculture preziose, originali narrazioni di vangelo. Dicono: “Guardateci, come siamo belle e istruttive!”.

La verità è che le porte delle chiese sono per dire alla gente: “Entrate! Siete attesi! Questa è la vostra casa!”. E, dunque, che si deve pensare se le porte delle chiese sono spesso chiuse?

Si deve pensare che ladri e vandali siano più numerosi della gente che vuole passare in chiesa per una preghiera, prima o dopo il lavoro. Si deve pensare che tocchi al parroco, oltre a tutto il resto, di aprire e chiudere la chiesa e quindi, tutto dipende dai suoi orari.

Le porte delle chiese mi confidano d’essere ancora commosse quando accolgono la nonna che accompagna il nipotino a dire una preghiera alla Madonna e quando il ragioniere tornando dal lavoro si inginocchia e lascia quietare la stanchezza e nervosismo per andare a casa sorridente. Lo salutano quando entra e quando esce gli dicono: “Dio ti benedica!”.

“Con il dovuto rispetto dell’arcivescovo Mario Delpini “

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